Novità per i crediti d’imposta 4.0

08/01/2025

  • News fiscale legale

La Legge di Bilancio 2025 (Legge n. 207/2024), pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 31 dicembre 2024 n. 305, introduce una serie di importanti novità fiscali, tra cui quelle relative al Bonus Transizione 4.0. Questo strumento, centrale per sostenere la trasformazione digitale delle imprese italiane, subisce modifiche significative, soprattutto in relazione al credito d’imposta per beni immateriali e materiali.

Dal 1° gennaio 2025, la normativa abroga il bonus per i beni immateriali 4.0 e modifica profondamente le condizioni per l’accesso al credito d’imposta per i beni materiali.

Eliminazione del credito d’imposta per i beni immateriali 4.0

A partire dal 1° gennaio 2025, la Legge di Bilancio 2025 ha abolito il credito d’imposta per gli investimenti in beni immateriali 4.0, come software, piattaforme, sistemi di integrazione e applicazioni digitali. Questi strumenti, finora agevolati, hanno svolto un ruolo cruciale nel promuovere la digitalizzazione delle imprese, favorendo l’adozione di soluzioni innovative e il miglioramento della competitività.

Negli ultimi anni, come anticipato, il credito d’imposta per i beni immateriali era già stato oggetto di una progressiva riduzione, con un graduale calo dell’aliquota: dal 20% al 15% nel 2024 e al 10% nel 2025. Tuttavia, la completa abolizione rappresenta un cambiamento più drastico rispetto alla riduzione graduale che aveva caratterizzato le misure precedenti.

Riduzione della validità temporale

Il comma 445 modifica l’articolo 1 della Legge di bilancio 2021, limitando la validità del credito d’imposta di cui al comma 1057-bis al 31 dicembre 2024, anziché al 31 dicembre 2025 o al 30 giugno 2026. Questa riduzione dei termini implica che gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2025 saranno soggetti a una nuova disciplina, purché rispettino le condizioni già previste, ovvero ordine accettato dal venditore e acconto pari ad almeno il 20% entro il 31 dicembre 2025. Inoltre, il comma abroga il 1058-ter e adegua i riferimenti normativi nei commi correlati, uniformando la normativa alle nuove disposizioni.

Introduzione di un limite di spesa complessivo (comma 446)

Il comma 446 della Legge di Bilancio 2025 introduce, per la prima volta, un limite di spesa complessivo pari a 2,2 miliardi di euro per il riconoscimento del credito d’imposta sugli investimenti effettuati dal 1° gennaio al 31 dicembre 2025, o entro il 30 giugno 2026, purché entro il 31 dicembre 2025 l’ordine risulti accettato dal venditore e sia stato versato un acconto pari ad almeno il 20% del costo di acquisizione. Questa modifica segna una netta discontinuità rispetto alla disciplina previgente, contenuta nell’art. 1, comma 1057-bis della L. 178/2020, che non prevedeva alcun tetto massimo per l’agevolazione.

Clausola di salvaguardia per ordini già effettuati

Tuttavia, il limite di spesa non si applica agli investimenti per i quali, entro la data di pubblicazione della Legge di Bilancio 2025 (31 dicembre 2024), l’ordine sia già stato accettato e sia stato effettuato il pagamento di acconti pari almeno al 20% del costo. Questa clausola di salvaguardia tutela le imprese che hanno avviato investimenti in tempi utili, garantendo loro la possibilità di accedere al credito d’imposta senza essere influenzate dal nuovo tetto complessivo.

Obbligo di comunicazione telematica (comma 447)

Per garantire il rispetto del limite di spesa previsto, il comma 447 introduce l’obbligo per le imprese di trasmettere una comunicazione al Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Questa comunicazione, da effettuare telematicamente, deve indicare l’ammontare delle spese sostenute e il credito d’imposta maturato, utilizzando il modello definito dal decreto direttoriale del 24 aprile 2024. Questo adempimento consente un monitoraggio costante delle risorse utilizzate e una gestione più trasparente delle agevolazioni.

Il modello da utilizzare, conforme alle disposizioni del comma 447, sarà aggiornato per rispondere alle nuove esigenze normative introdotte dalla Legge di Bilancio 2025. Il modello deve essere compilato in tutte le sue parti e trasmesso attraverso i canali telematici ufficiali messi a disposizione dal MIMIT.

La comunicazione consente al Ministero di mantenere un controllo costante sull’ammontare delle agevolazioni concesse, garantendo che il limite complessivo di spesa non venga superato.