Legge di Bilancio 2025: in bozza alcune novità fiscali
18/12/2024
- News fiscale legale
La bozza della Legge di Bilancio 2025, che sarà approvata verosimilmente entro il 28 dicembre, contiene alcune novità fiscali.
Caldaie a gas: stop agli sconti
A partire dal 2025, se la bozza della Legge di Bilancio verrà confermata, non ci saranno più incentivi fiscali per lavori di costruzione o di miglioramento energetico legati all’acquisto e all’installazione di caldaie a gas. In altre parole, questo preclude l’accesso sia all’ecobonus sia al bonus per ristrutturazioni ordinarie, che saranno “allineati” al 50% per le prime case e al 36% per le seconde case nel 2025.
Il fattore determinante è stata la direttiva sulle case ecologiche: nessun incentivo per l’acquisto di caldaie a metano a partire dal 2025 e una loro graduale dismissione entro il 2040.
Spazio, invece, come previsto da Bruxelles, gli sconti fiscali per i dispositivi ibridi, ovvero caldaie e pompe di calore gestite da un unico sistema di controllo. La direttiva Epbd si è pronunciata su questo aspetto, mantenendo la possibilità di incentivare questi dispositivi tecnologicamente avanzati: l’emendamento approvato ieri, che si riferisce a sistemi integrati, mira a promuovere questa direzione. Nei mesi a venire, i produttori di caldaie si concentreranno decisamente su questa tecnologia, che si pone come un’alternativa efficace alle singole pompe di calore.
Stretta sulle auto aziendali
Salta la clausola di salvaguardia per le auto concesse per uso promiscuo ordinate fino al 31 dicembre 2024, in quanto l’emendamento alla legge di Bilancio 2025, che avrebbe dovuto offrire un trattamento fiscale e contributivo più vantaggioso per le vetture ordinate prima del 1° gennaio 2025, è stato dichiarato inammissibile.
La legge di Bilancio attualmente discussa alla Camera stabilisce, a partire dal 2025, una nuova imposizione fiscale sulle auto utilizzate in modo promiscuo da dipendenti, collaboratori e amministratori.
Questo nuovo sistema, ideato per supportare gli obiettivi di transizione ecologica e energetica e per la mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici delineati nei documenti programmatici, comporterà un aumento dei costi per le imprese e oneri fiscali e contributivi maggiori per i lavoratori.
La legge di Bilancio 2025 da approvare introduce un cambiamento nel calcolo del coefficiente fiscale per la tassazione delle auto aziendali, passando da un criterio basato sulle emissioni di CO2 a uno basato sul tipo di alimentazione del veicolo. Fino al 31 dicembre 2024, il coefficiente fiscale veniva determinato in funzione delle emissioni di CO2 con le seguenti aliquote:
- 25% per veicoli con emissioni fino a 60 g/km;
- 30% per quelli da 61 a 160 g/km;
- 50% per quelli da 161 a 190 g/km;
- 60% per quelli oltre 190 g/km.
A partire dal 1° gennaio 2025, verranno applicati nuovi coefficienti fiscali:
- 10% per la fornitura di veicoli elettrici a batteria;
- 20% per la fornitura di veicoli elettrici plug-in ibridi;
- 50% per tutti gli altri tipi di veicoli.
Con questa nuova normativa, la maggior parte delle auto aziendali, tra cui quelle a metano, GPL, idrogeno, benzina, gasolio, nonché le ibride Hev che combinano un motore a combustione interna con uno elettrico senza necessità di ricarica esterna, saranno tassate con un coefficiente del 50%.
Di conseguenza, la retribuzione netta dei dipendenti subirà una riduzione.
Ires premiale: dal 24 al 20 per cento
L’emendamento alla legge di bilancio 2025 che introduce l’Ires premiale per le aziende che reinvestono gli utili, effettuano investimenti e aumentano l’occupazione raggiunge il suo completamento.
A fronte di una serie di pesanti condizioni l’impresa può ottenere unariduzione dell’aliquota Ires dal 24% al 20% applicata sull’intero imponibile del 2025.
Per godere di questo incentivo, tra il 2024 e il 2025 devono verificarsi cinque specifiche condizioni, che inoltre devono essere mantenute negli anni successivi.
- Il primo criterio da soddisfare è l’accantonamento di almeno l’80% del profitto netto, emerso dal bilancio al 31 dicembre 2024, in una riserva specifica. Questa riserva deve essere mantenuta fino alla fine dell’anno fiscale 2026.
- Il secondo requisito riguarda la realizzazione di investimenti in beni classificati come 4.0 o 5.0 per un valore non inferiore al 30% dell’utile del 2024 messo in riserva (ossia il 24% dell’utile netto totale), e in ogni caso non meno del 24% dell’utile del 2023. Questi investimenti devono essere effettuati (presumibilmente secondo i criteri dell’articolo 109 del Testo unico delle imposte sui redditi) dal 1° gennaio 2025 fino alla scadenza per la presentazione della dichiarazione dei redditi del 2026 e devono essere conservati (quindi non venduti, dismessi o trasferiti all’estero) fino al quinto anno successivo, altrimenti si perde l’agevolazione fiscale.
- Nel 2025 il numero di lavoratori per anno non deve essere inferiore alla media calcolata per il periodo 2022-2024.
- Nel corso del 2025 è necessario assumere nuovi dipendenti a tempo indeterminato che rappresentino un aumento dell’occupazione secondo quanto definito dall’articolo 4 del Dlgs 216/2023 (super-deduzione del 120%), in misura non inferiore all’1% della media dei dipendenti del 2024, con un minimo di un nuovo lavoratore.
- Nel biennio 2024-2025, l’azienda non deve aver fatto uso della Cassa Integrazione Guadagni (CIG), ad eccezione della cassa in deroga ordinaria per cause non imputabili né all’impresa né ai dipendenti, come le intemperie stagionali.
La norma rinvia a decreto del MEF per l’adozione delle relative disposizioni attuative.