CPB 2026/27: opportunità e criticità per imprese e professionisti

17/03/2026

  • News fiscale legale

ll Concordato Preventivo Biennale (CPB) si conferma, anche per il biennio 2026/27, come uno degli strumenti più rilevanti nel panorama della fiscalità italiana, con l’obiettivo di rafforzare il rapporto tra contribuente e Amministrazione finanziaria e garantire maggiore certezza nella determinazione del carico fiscale. Vi possono accedere tutti i contribuenti, imprese e lavoratori autonomi (e forfettari, con regole specifiche) che non abbiano già aderito al CPB 2025/26, tramite adesione in dichiarazione dei redditi entro il prossimo 30 Settembre.

Si tratta di un meccanismo che consente a imprese e lavoratori autonomi di concordare preventivamente il reddito imponibile per un periodo di due anni, superando così l’incertezza legata alle verifiche fiscali successive. Tuttavia, accanto ai potenziali vantaggi, emergono anche importanti elementi di rischio che rendono necessaria una valutazione attenta prima dell’adesione.

Il CPB prevede che l’Amministrazione finanziaria formuli una proposta contenente la stima del reddito imponibile (e, ove applicabile, del valore della produzione). Il contribuente può scegliere se accettare o meno tale proposta.

In caso di adesione, il reddito concordato diventa la base per il calcolo delle imposte per due anni, indipendentemente dall’andamento reale dell’attività. Questo comporta un significativo cambio di paradigma: non è più il reddito effettivo a determinare le imposte, ma quello preventivamente concordato.

Il principale elemento di attenzione riguarda il rischio di sovrastima del reddito. Se, durante il biennio, l’attività dovesse registrare risultati inferiori rispetto a quelli concordati, il contribuente sarebbe comunque tenuto a pagare imposte su una base imponibile più elevata.

Questo aspetto rende il CPB particolarmente delicato in contesti economici incerti o per attività caratterizzate da forte variabilità dei ricavi.

Il concordato preventivo biennale può risultare conveniente soprattutto per:

  • attività con ricavi stabili e prevedibili;
  • contribuenti con elevata affidabilità fiscale;
  • soggetti che prevedono una crescita nel breve periodo.

In questi casi, bloccare anticipatamente la base imponibile può generare un vantaggio economico e gestionale.

Tuttavia, non si tratta di una soluzione universalmente conveniente. La sua efficacia dipende in larga misura dalla capacità del contribuente di prevedere l’andamento della propria attività.

Per questo motivo, prima di aderire, è fondamentale effettuare un’analisi approfondita, così da valutare con consapevolezza l’effettiva convenienza dello strumento.